| LUOGO DI COLTIVAZIONE |
azienda agraria didattica“San Benedetto da Norcia”sita in Via Cave 172, Padova |
| PROVENIENZA SEME DATA SEMINA |
“San Benedetto da Norcia” Padova1 marzo 2005 |
| TECNICA COLTURALE |
a basso impatto ambientale, senza uso di concimi di sintesi, diserbanti e antiparassitari.Semina rada di 4 piante mq |
| DATA E MODALITÀ DELLA RACCOLTA |
raccolta manuale da parte degli allievi nel periodo sett./ott. 2005 |
| SGRANATURA |
da parte degli allievi con sgranatrice artigianale azionata a manovella |
| ESSICCAZIONE |
in granella, a 37° di temperatura, ventilazione forzata, fino a raggiungimento di 13% umidità |
| SANITÀ DELPRODOTTO |
Analisi ricerca di mico-tossine:esito negativo |
| MOLITURA |
farina prodotta sia con sola macinazione a pietra (tipo integrale) che passata al cilindro (tipo normale); |
| CONFEZIONAMENTO DEL PRODOTTO |
confezionato il 2 dicembre 2005 presso il cinquecentesco“molino Moretto Giorgio”Grum di Villabruna, Feltre (BL) |
| SCADENZA |
indicativamente 6 mesi.E’ importante conservare il prodotto in luogo fresco e asciutto |
UNA POLENTA BEN FATTA
(dosi per 3-4 persone)
La preparazione e il consumo di una buona polenta richiede tempo e pazienza, anche se in realtà è più semplice di quello che si pensi. Portare all’ebollizione e salare 1 litro di acqua impiegando possibilmente un paiolo di rame.Aggiungere 100-250 grammi di farina a seconda della consistenza da voi desiderata, mescolando con un frustino per evitare la formazione di grumi.Continuare la cottura, a fuoco lento in tenue ebollizione, mescolando ogni tanto (non serve in continuazione), per 50-60 minuti; con pentola a pressione impiegare 20 minuti e terminare la cottura a piacimento.Quindi versare in una terrina se poco densa o sopra un tagliere se consistente. Servire calda prelevandola con un cucchiaio o a fette tagliate con un filo.
LA POLENTA NELLA STORIA
Ben venuti, ben venutivia, da bravi, la se senta,la se comoda qua’ tuti, che xe ora de polenta. Disnaremo qua’ in cusina,za le vede che zogielo,co mi go la polentina,questo e’ sempre il mio tinello. Ma le prego un momentino e, Tonin, fala in fete, sutilete [...]
da:“La polenta” di Lodovico Pastò, edito in “Padoa, con licenza dei paroni”, 1798 [FONTE: Giuseppe Maffioli, “La cucina padovana”, Muzzio Ed., 1981, pag. 84]
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| LUOGO DI COLTIVAZIONE |
azienda agraria didattica“San Benedetto da Norcia”sita in Via Cave 172, Padova |
| PROVENIENZA SEME DATA SEMINA |
IPSAA “Conte di Cavour” (TV);primaverile, 1 marzo 2005 |
| TECNICA COLTURALE |
a basso impatto ambientale, senza uso di concimi di sintesi, diserbanti e antiparassitari. Seme non conciato con glume al 70%.Semina a file (75 kg in 3800 mq) |
| DATA E MODALITÀ DELLA RACCOLTA |
raccolta meccanica con mietitrebbia; ultima decade luglio 2005 |
| ESSICCAZIONE |
in cassone, a ventilazione forzata, fino a raggiungimento di 13% umidità |
| SANITÀ DELPRODOTTO |
valori mico-tossine al di sotto della soglia ammessa dalla legge |
| DECORTICAZIONE DEL PRODOTTO MOLITURA |
presso l’azienda agricola“Le Barbarighe” , San Martino di Venezze – Rovigo presso il cinquecentesco“molino Moretto Giorgio”Grum di Villabruna, Feltre (BL) |
| DATA CONFEZIONAMENTO |
DICEMBRE 2005 |
| SCADENZA |
indicativamente 12 mesi.E’ importante conservare il prodotto in luogo fresco e asciutto |
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FARRO IN CUCINA
Il FARRO DECORTICATO va depolverizzato in acqua corrente e lasciato a bagnomaria per alcune ore come i fagioli secchi, (altrimenti va messo a cuocere con acqua fredda direttamente). Successivamente bollito per almeno 20’. Salare solo a fine cottura. Ottimo per zuppe, minestre e minestroni, accompagnate con verdure quali cipolla, sedano, carote e pomodori: la “sua morte” è con la minestra di fagioli o ceci (il farro va al posto della pasta). Piace anche freddo, condito come le insalate di riso.
Il FARRO SEMOLINO/FARINA si può usare in diversi modi:
- Pane: aggiungere a farine per panificazione circa il 25% di farro
- Gnocchi alla Zucca e Semolino: (dosi per 6 persone) Preparare 1 kg di zucca a pezzi e cuocere in forno a 200° per circa ¾ ora. Ottenere una purea asciugando tutta l’acqua. Unire1 uovo, 150 gr di farina frumento, 150 gr di semolino di farro.
- Minestre: aggiungere semolino a piacere alla minestra, da solo o per addensare
Questo cereale, per le sue ottime proprietà nutritive viene consigliato in particolare per anziani e bambini.
IL FARRO NELLA STORIA
Il farro è una particolare varietà di frumento; è il più antico dei cereali ancora coltivati; se ne ritrovano le tracce in Egitto e tra i Greci e i Romani, sia alla base della alimentazione che di alcuni rituali religiosi. Tra i romani era considerato molto prezioso al punto da rappresentare moneta di scambio. Nei matrimoni la sposa offriva al marito e alla sua famiglia un dolce o del pane a base di farro. Veniva offerto invece in modo integrale a Ceres, dea dell'agricoltura, durante il periodo della semina. FARRO ha dato origine alla parola FARINA.
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